Pensiero economico e istituzioni pubbliche
Saggi e ricordi per Italo Magnani. A cura di Silvio Beretta e Stefano Colloca

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Autori
I saggi e i ricordi contenuti in questo Quaderno si propongono di rendere omaggio alla memoria e al lavoro di Italo Magnani, economista e uomo di cultura, a tre anni dall'improvvisa scomparsa, e fanno seguito al convegno di studi in suo ricordo svoltosi il 20 ottobre 2021 presso il Collegio Giasone del Maino a Pavia.
Vincitore di concorso a cattedra in Scienza delle finanze e diritto finanziario a soli trentatré anni, ricco anche dell'esperienza di studio acquisita in due soggiorni negli Stati Uniti presso le Università dell'Illinois e della Virginia, Magnani ha svolto pressoché per intero la propria attività di docente nella Facoltà (oggi Dipartimento) di Giurisprudenza dell'Università di Pavia, con la sola eccezione di due brevi periodi di insegnamento nelle Facoltà di Economia e Commercio e di Scienze politiche dello stesso Ateneo.
Nel suo ruolo di docente Magnani è stato per decenni un punto di riferimento tanto intellettuale quanto persino fisico: il suo studio, indipendentemente dalle afferenze formali, rappresentava infatti un punto fermo per quanti, colleghi e studenti, volevano incontrarlo. Era infatti, quello, il "suo" studio, disordinatamente stracolmo di carte e di libri con alle pareti alcune immagini che identificavano i suoi riferimenti intellettuali e professionali, ma anche sentimentali: prima fra tutte la fotografia di Giannino Parravicini, con Emilio Gerelli il suo "mentore" principale, almeno fra gli italiani. Al suo luogo di lavoro era affezionatissimo, rappresentando quindi, anche dal punto di vista "spaziale" un riferimento per chi lavorasse in quei luoghi, come emerge da più di uno fra gli scritti raccolti in questo Quaderno.
E lo "spazio" era stato, d'altra parte, il primo oggetto della sua attenzione di studioso, praticato (in numerosi fra i volumi sia scritti che curati, oltre che nei saggi che compongono la sua cospicua bibliografia) mediante un raffinato connubio di categorie dell'analisi economicofinanziaria e di correlati reali (la città, la regione, ma anche i trasporti, i parchi e le foreste). Dall'utilizzo degli strumenti concettuali dell'analisi economica Magnani è poi tuttavia risalito, particolarmente nella seconda parte della sua produzione scientifica, alla loro formulazione (e applicazione) nella storia dell'economia politica italiana. Quindi Pantaleoni e Montemartini, Barone e Pareto, de Viti de Marco ed Einaudi, Nitti e Griziotti, Corbino e lo stesso Parravicini sono "visitati" da Magnani con l'ausilio di una straordinaria conoscenza sia dei testi sia del luoghi (soprattutto le riviste) in cui quel testi avevano trovato collocazione lungo il secolare formarsi della tradizione italiana dell'economia politica.
Questo "scavo" nei testi (nel contempo rigoroso e sentimentalmente partecipe) ha occupato gli anni più recenti del lavoro intellettuale di Magnani economista: lavoro mai disgiunto, tuttavia, dalla frequentazione dei classici, particolarmente latini e greci, che lo accompagnava dagli anni del liceo. Chi entrasse nel suo studio per chiedere consiglio, o anche solo per conversare, non aveva che da percorrere con lo sguardo il suo scrittoio (ma anche i mobili che lo affiancavano) per trovarne in abbondanza, di quei classici: da Tacito a Erodoto (ma non mancavano né Manzoni né Dante). A seguito della donazione di Italo Magnani, oggi i libri del suo studio, insieme ad altri a lui appartenuti, sono collocati presso il Collegio Giasone del Maino. Di fronte a quelli donati alcuni anni prima dal suo amico Amedeo G. Conte, occupano uno spazio ben definito e riconoscibile nella sala principale della biblioteca del Collegio, spazio che continua ad essere visitato, anche da generazioni di studenti e docenti che non hanno potuto conoscere Italo personalmente.
Alla varietà dei suoi temi di ricerca, come alla ricchezza umana della sua persona, fanno riferimento, e del tutto intenzionalmente, 1 saggi e i ricordi contenuti in questo Quaderno.
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